La Ferrovia turistica dell’Irpinia, tra le più significative d’Italia per storia, paesaggio e successo turistico, rischia di chiudere nuovamente proprio nell’anno del suo 130º anniversario. Una scelta inspiegabile, in totale contrasto con la Legge 128/2017 e con gli investimenti pubblici a favore della mobilità dolce. AMODO lancia l’allarme: non spegniamo un’esperienza unica di turismo ferroviario che ha già dimostrato il suo valore per i territori interni del Sud Italia.

Una notizia allarmante per la mobilità dolce e il turismo sostenibile
La possibile chiusura della linea ferroviaria Avellino – Lioni – Rocchetta Sant’Antonio/Lacedonia, prevista da RFI a partire dal 1° agosto, rappresenterebbe un grave passo indietro nel campo della mobilità dolce e del rilancio dei territori interni. Proprio ora che la Ferrovia dell’Irpinia sta vivendo una nuova giovinezza, registrando un forte incremento di turisti e passeggeri, si profila il rischio concreto della sua interruzione. E tutto ciò avverrebbe proprio nell’anno in cui la linea dovrebbe festeggiare i 130 anni dalla sua attivazione.

Una decisione in contrasto con la Legge 128/2017 e con il PNRR
Chiudere questa ferrovia significherebbe ignorare il dettato della Legge 128/2017, che promuove la riattivazione delle ferrovie dismesse a fini turistici, e contraddire lo spirito degli investimenti previsti dal PNRR. La Avellino–Rocchetta SA è infatti tra le prime ferrovie turistiche riaperte in Italia, grazie all’impegno della Regione Campania e al sostegno delle comunità locali. La chiusura smentirebbe anni di progettazione, lavori, visione territoriale e risultati concreti.

La Regione Campania ha già investito milioni per la linea turistica
Sono oltre 20 milioni di euro i fondi regionali destinati ai lavori di adeguamento della tratta, in linea con la normativa che tutela le ferrovie turistiche come itinerari culturali di pregio nazionale. Inoltre, proprio in questi mesi si è conclusa la riqualificazione della linea Gioia del Colle–Rocchetta SA, che, insieme alla tratta irpina, costituisce un corridoio ferroviario turistico di straordinario valore paesaggistico e culturale nel cuore dell’Italia meridionale.

L’appello di AMODO: “Non spegnete un’esperienza di successo”
Anna Donati, portavoce dell’Alleanza per la Mobilità Dolce (AMODO), ha dichiarato:

“Sarebbe un duro colpo per il turismo ferroviario se dopo anni di investimenti, con l’offerta di treni storici e turistici di grande successo e partecipazione, adesso una delle prime ferrovie riaperte in Italia come la Avellino-Rocchetta SA dovesse chiudere. Chiediamo a RFI di non seguire questa linea e alla Regione Campania di vigilare affinché la ferrovia irpina resti aperta. Inoltre, sollecitiamo il MIT e il Parlamento a garantire l’attuazione piena della Legge 128/2017.”

Un anniversario che rischia di trasformarsi in un addio
Proprio nell’ottobre 2025 sono in programma numerose iniziative per i 130 anni della ferrovia irpina: treni storici con carrozze d’epoca, convegni, mostre fotografiche, eventi culturali diffusi lungo la linea. Iniziative che rischiano di essere annullate o svuotate di significato se la linea venisse chiusa.

Le ferrovie turistiche: un patrimonio da proteggere, non da abbandonare
Le ferrovie turistiche non sono un lusso, ma una risorsa strategica per la valorizzazione dei territori interni, per la mobilità sostenibile, per la promozione di un turismo lento, culturale, rispettoso dell’ambiente. L’Irpinia lo ha dimostrato. E chiuderla ora, sarebbe un grave errore politico, culturale ed economico. https://www.mobilitadolce.net

Di Stefania Mezzetti

Sono una giornalista viaggiatrice curiosa e instancabile, ho realizzato reportage e servizi da tutto il mondo a bordo dei treni più famosi e panoramici, su territori a volta inaccessibili ma sempre a caccia di emozioni. Il mio desiderio è portarvi con me viaggiando lungo le rotaie del mondo, per scoprire e conoscere mete affascinanti a volte inaspettate. Collaboro con vari magazine on line specializzati in viaggi e turismo, di grande diffusione mediatica.

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