Con Orient Express Venezia, il marchio inaugura un nuovo capitolo in Italia, dopo il debutto del treno La Dolce Vita Orient Express e l’apertura romana de La Minerva. Ma soprattutto, restituisce forma a un sogno antico: quello di un viaggio elegante, lento, carico di immaginazione, in cui ogni destinazione è solo l’inizio di una nuova storia
C’è un momento, attraversando l’Europa su rotaia, in cui il viaggio smette di essere semplice spostamento e diventa racconto, attesa, meraviglia. È lo spirito della Belle Époque, quando il mito dell’Orient Express trasformava ogni partenza in un’avventura elegante tra Parigi e Istanbul. Oggi, quello stesso immaginario trova una nuova dimora a Venezia, dove nasce Orient Express Venezia, un luogo pensato come estensione naturale di quel viaggio senza tempo.
L’annuncio dell’apertura di Orient Express Venezia segna molto più della nascita di un nuovo hotel: è il ritorno di un mondo, di un’idea di viaggio che appartiene alla memoria collettiva europea. Nel cuore della città lagunare, tra canali silenziosi e riflessi cangianti, Palazzo Donà Giovannelli torna a vivere, trasformandosi in una dimora dove il passato dialoga con il presente con naturale eleganza.

Restaurato con sensibilità da Aline Asmar d’Amman, il palazzo diventa per la prima volta un hotel cinque stelle lusso, mantenendo intatto il fascino di una residenza d’epoca. Ma ciò che davvero prende forma tra queste mura non è soltanto un luogo, bensì un’esperienza: quella di un viaggio che continua, anche una volta scesi dal treno.
C’è qualcosa, qui, che richiama immediatamente l’atmosfera dei grandi convogli della Belle Époque. Non è solo una suggestione estetica, ma una vera e propria narrazione diffusa. Come nei vagoni dell’Orient Express, ogni spazio sembra pensato per essere attraversato lentamente, osservato, vissuto. Le luci soffuse della sera, i riflessi nei vetri, i tessuti preziosi e i silenzi carichi di attesa evocano quel tempo in cui il viaggio era fatto di incontri, conversazioni e mistero.
Venezia, del resto, è sempre stata una destinazione naturale di questo immaginario. Antico crocevia tra Oriente e Occidente, tappa ideale lungo la rotta leggendaria che univa capitali e culture, la città ritrova oggi il proprio ruolo simbolico all’interno dell’universo Orient Express. Nel sestiere di Cannaregio, lontano dai percorsi più battuti, il palazzo si affaccia sul Rio di Noale, custodendo una dimensione più autentica e intima della città.
Entrando, si ha la sensazione di varcare una soglia temporale. Gli affreschi, le superfici patinate, i marmi e i velluti raccontano secoli di storia, ma lo fanno con una voce nuova. Il progetto di restauro non si limita a conservare: interpreta, suggerisce, crea connessioni. I celebri “Colori Persi” di Venezia riaffiorano come memorie delicate, mentre specchi e materiali contemporanei amplificano la luce e lo spazio, in un equilibrio che ricorda la sofisticata armonia degli interni ferroviari d’inizio Novecento.
La Corte del Conte, un tempo cortile aperto, si presenta oggi come un salotto teatrale, quasi un punto di ritrovo per viaggiatori di passaggio. Più nascosto, il giardino segreto offre una pausa sospesa, come quelle soste silenziose lungo le grandi tratte europee, quando il tempo sembra rallentare e ogni dettaglio acquista valore.
Le camere e le suite proseguono questo racconto, ciascuna con una propria identità, come cabine di un viaggio immaginario. Gli affacci sui canali, i soffitti decorati, i camini in marmo e gli affreschi ottocenteschi restituiscono la sensazione di abitare un luogo stratificato, dove ogni elemento conserva una memoria. Qui il lusso non è ostentazione, ma continuità narrativa, un filo che lega epoche diverse in un’unica esperienza coerente.
Anche la dimensione gastronomica si inserisce in questo viaggio, firmata da Heinz Beck, con una proposta che interpreta Venezia attraverso una sensibilità contemporanea. Gli spazi dedicati alla ristorazione e al bar evocano, con discrezione, i leggendari vagoni ristorante e salotto dell’Orient Express, luoghi in cui il tempo si dilatava tra una portata e una conversazione.
Il Salone Vittoria, con la sua solennità, sembra invece appartenere a un’altra scena ancora: quella dei grandi ricevimenti, degli incontri decisivi, delle storie che si intrecciano. Arrivare qui in barca, attraversando la porta d’acqua gotica, è un gesto che racchiude tutto il senso di questo progetto: l’ingresso in un racconto in movimento, dove il viaggio non finisce mai davvero.
Con Orient Express Venezia, il marchio inaugura un nuovo capitolo in Italia, dopo il debutto del treno La Dolce Vita Orient Express e l’apertura romana de La Minerva. Ma soprattutto, restituisce forma a un sogno antico: quello di un viaggio elegante, lento, carico di immaginazione, in cui ogni destinazione è solo l’inizio di una nuova storia.www.orient-express.com

Foto Giulio Gherardi
