Completati gli impianti di produzione e rifornimento di Edolo e Iseo. Al via i test sui nuovi treni a idrogeno in vista dell’esercizio sperimentale e del servizio commerciale previsto nel 2027

EDOLO – La Valcamonica si prepara a diventare uno dei territori protagonisti della nuova mobilità sostenibile in Lombardia. Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, accompagnato dall’assessore ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile Franco Lucente, ha visitato oggi l’impianto di produzione e distribuzione di idrogeno di Edolo, realizzato da FERROVIENORD nell’ambito del progetto H2iseO.
La visita ha permesso di fare il punto su un progetto che sta trasformando la mobilità ferroviaria lungo la linea Brescia–Iseo–Edolo, con l’obiettivo di sostituire progressivamente i treni diesel con nuovi convogli a idrogeno e costruire, intorno a questa tecnologia, una nuova filiera industriale ed energetica.
Insieme al presidente Fontana e all’assessore Lucente erano presenti il presidente di FNM Andrea Gibelli, il consigliere delegato di FNM Fulvio Caradonna, il presidente di FERROVIENORD Pier Antonio Rossetti e l’amministratore delegato di Trenord Andrea Severini. La delegazione ha visitato anche l’impianto di Iseo.
Due nuovi impianti per accompagnare la transizione
I lavori degli impianti di Edolo e Iseo sono stati completati nel giugno 2026, consentendo al Gruppo FNM di raggiungere gli obiettivi previsti per l’ottenimento dei finanziamenti PNRR attraverso Regione Lombardia.
Le risorse assegnate ammontano a 97,2 milioni di euro, nell’ambito di un investimento complessivo di 362,4 milioni, e riguardano i due nuovi impianti e quello di Rovato, già operativo dal 2025.
La nuova infrastruttura permetterà di produrre, stoccare e distribuire l’idrogeno necessario ad alimentare i treni lungo la linea, creando una rete al servizio della futura mobilità ferroviaria della Valle.
Edolo, l’idrogeno prodotto da energia rinnovabile
L’impianto di Edolo rappresenta uno dei punti centrali del progetto. L’idrogeno viene prodotto attraverso elettrolisi, utilizzando energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili.
La struttura ha una capacità produttiva nominale di 1.644 chilogrammi di idrogeno al giorno, pari a circa 600 tonnellate all’anno, e dispone di due erogatori per il rifornimento dei treni alla pressione di 350 bar.
Sono inoltre presenti sistemi di stoccaggio con una capacità complessiva di circa 2.489 chilogrammi.
L’impianto è stato realizzato anche attraverso la valorizzazione di aree industriali dismesse, contribuendo così a un percorso di rigenerazione del territorio.

Iseo, un secondo punto strategico della rete
A Iseo, nelle immediate vicinanze del deposito Trenord, è stato realizzato un secondo impianto destinato alla produzione e al rifornimento di idrogeno.
Qui l’idrogeno viene prodotto a partire dal biometano, con recupero della CO₂ generata dal processo. La capacità produttiva raggiunge 1.150 chilogrammi al giorno, pari a circa 420 tonnellate all’anno.
Due erogatori consentono di rifornire due treni contemporaneamente, su due diversi binari, mentre la capacità complessiva di stoccaggio è di circa 1.450 chilogrammi.
Edolo, Iseo e Rovato costituiscono così i principali punti della nuova infrastruttura dedicata al rifornimento dei treni a idrogeno.
Test in corso sulla linea Brescia–Iseo–Edolo
Nel frattempo, sulla linea Brescia–Iseo–Edolo sono entrati nel vivo i test dinamici di accettazione dei nuovi treni a idrogeno. Le prove, iniziate nella notte tra il 15 e il 16 settembre, interessano in particolare le tratte Brescia–Iseo e Bornato–Rovato.
Dopo il completamento dei test dinamici si passerà alla fase di esercizio sperimentale, durante la quale i treni effettueranno ulteriori corse lungo la linea per verificare tutte le condizioni operative previste.
Si tratta di un passaggio fondamentale nel percorso autorizzativo che porterà al servizio commerciale nel 2027.
Una nuova mobilità per la Valcamonica
H2iseO è promosso da FNM, FERROVIENORD e Trenord, con il supporto di Regione Lombardia, e nasce dalla necessità di rinnovare una linea ferroviaria non elettrificata senza ricorrere a interventi infrastrutturali estesi e particolarmente impattanti sul territorio.
Il progetto prevede l’introduzione di 14 nuovi treni a idrogeno, destinati a sostituire l’intera flotta diesel oggi impiegata sulla linea, insieme alla realizzazione degli impianti di produzione e distribuzione dell’idrogeno, all’adeguamento delle stazioni e alla costruzione del nuovo deposito e del sito per la manutenzione dei treni.
L’obiettivo è costruire in Valcamonica una filiera dell’idrogeno capace di generare innovazione, nuove competenze e opportunità industriali, contribuendo allo stesso tempo alla decarbonizzazione del trasporto pubblico.
Un progetto che guarda quindi non solo al futuro del treno, ma al futuro del territorio: una mobilità più sostenibile, infrastrutture più moderne e un modo nuovo di attraversare e scoprire la Valle, con l’innovazione al servizio dell’ambiente e della sua vocazione turistica.

