Tutto è cominciato nel 1975 con la prima giostra, il trenino Transgardaland Express, che girava gioioso in un insospettabile mondo fatto di poche attrazioni. Nessuno avrebbe immaginato che, dopo cinquant’anni, quel trenino sarebbe diventato il simbolo della nascita di Gardaland Resort, oggi uno dei più grandi e famosi Parchi Divertimenti d’Europa, con tre spettacolari hotel tematici

Ci sono luoghi che non sono semplicemente mete turistiche, ma veri e propri territori dell’immaginazione. Gardaland è uno di questi: un parco che ha saputo incarnare, come pochi altri in Italia, il desiderio di evasione, la meraviglia e il senso di scoperta di intere generazioni.
Il libro che ne racconta la storia nasce dall’esigenza di fissare su carta la memoria di un luogo simbolo, ma anche di spiegare come e perché Gardaland sia diventato parte integrante della cultura popolare italiana.
Non è soltanto una cronaca di attrazioni e trasformazioni, ma un viaggio dentro un sogno condiviso — quello di poter vivere, anche solo per un giorno, in un mondo dove tutto è possibile.

Quando l’autore di questo volume ha chiesto a un tecnico e scenografo del settore dei parchi a tema di scriverne la prefazione, la proposta non poteva che toccare corde profonde.
Non si tratta, infatti, di raccontare soltanto un luogo fisico, ma di esplorare un’idea: quella del parco a tema come forma d’arte totale, dove architettura, scenografia e narrazione si fondono per dare vita a emozioni collettive.

Negli anni Settanta, il termine parco a tema era quasi sconosciuto in Italia. Tutto ciò che conteneva giostre e attrazioni veniva genericamente chiamato “luna park”.
Fu in questo contesto che nacquero le prime realtà stabili, come Città della Domenica a Perugia, Fiabilandia a Rimini ed Edenlandia a Napoli — quest’ultima descritta come “La città dei divertimenti” e ispirata dichiaratamente al modello Disney.

Ed è proprio da Edenlandia che, come racconta il libro, scaturì la scintilla che spinse Livio Furini a ideare Gardaland. In un’Italia ancora lontana dal concetto moderno di intrattenimento tematico, Gardaland rappresentò un atto di coraggio, una visione pionieristica: un luogo dove il gioco diventava esperienza immersiva, dove ogni dettaglio raccontava una storia.

Il racconto assume toni autobiografici quando l’autore Cristian Golfarini, rievoca il proprio primo incontro con Gardaland.
Negli anni Ottanta, in un’epoca in cui Internet non esisteva e le notizie sui parchi a tema arrivavano solo attraverso qualche pagina di Topolino, scoprire che anche in Italia esisteva “una Disneyland nostrana” era un’epifania.
Un giorno, una zia racconta di un luogo “incredibile sul Lago di Garda”, con castelli, canyon, safari e trenini. La fantasia del bambino che ascolta si accende: Gardaland diventa una promessa, un sogno da vivere.

Quando finalmente la visita si realizza, l’esperienza è una folgorazione. Il parco, ancora piccolo, appare però come qualcosa di mai visto: un universo costruito con la stessa logica dei sogni.
Da quel momento, Cristian colleziona depliant, adesivi, cartoline, e perfino scrive ai parchi per ricevere materiale informativo. È l’inizio di una passione che diventerà vocazione: “in cuor mio avevo deciso che quello sarebbe stato il mio mondo”.

Negli anni Ottanta e Novanta Gardaland cresce, si trasforma, innova.
L’apertura della Valle dei Re segna un punto di svolta: un’attrazione scenograficamente imponente, con effetti speciali mai visti prima in Italia, capace di portare il pubblico in un Egitto da film d’avventura.
Poi, nel 1992, arriva I Corsari, la grande attrazione che consacra il parco a livello internazionale. Da quel momento Gardaland non è più solo “il parco degli italiani”, ma una realtà di respiro europeo, paragonabile ai grandi nomi dell’intrattenimento mondiale.

Il libro, pur muovendosi tra storia e aneddoto, ci restituisce un quadro chiaro: Gardaland non è stato soltanto un luogo di divertimento, ma un fenomeno culturale.
Le sue sigle televisive, le pubblicità iconiche, le apparizioni nei programmi per ragazzi come Bim Bum Bam hanno contribuito a fissarlo nell’immaginario collettivo.
Personaggi come Prezzemolo sono diventati simboli generazionali, capaci di incarnare la leggerezza e l’entusiasmo dell’infanzia.

Dietro ogni attrazione, ogni padiglione, ogni scenografia, ci sono nomi che per anni sono rimasti nell’ombra: Livio Furini, i fratelli Mazzoli, Giorgio Tauber, Bruno Prosdocimi. Il libro restituisce loro il ruolo di veri artigiani della fantasia, coloro che hanno dato forma e vita a quel sogno italiano che si chiama Gardaland.

Dello stesso autore un secondo libro “Gardaland 1976 – 1995 e di prossima uscita il terzo volume dal titolo “Gardaland e i corsari”.

1975 La nascita di Gardaland di Cristian Golfarini- Edizioni Artestampa

Formato 21×29,7, pagine 252, peso 1230 gr

www.artestampaedizioni.it/

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