Dove i treni sfiorano le nuvole e il mare

L’Abruzzo è una regione che non smette mai di sorprendere. Selvaggia e autentica, a tratti aspra ma sempre sincera, incarna alla perfezione quell’anima “forte e gentile” che Primo Levi — il giornalista, non lo scrittore — le attribuì nel lontano 1883.
In queste pagine fotografiche, l’autore ci accompagna lungo un viaggio che è al tempo stesso geografico e sentimentale, seguendo i binari che attraversano una terra dai mille volti.

Basta percorrere pochi chilometri per assistere a trasformazioni quasi magiche: dalle spiagge dorate dell’Adriatico, dove la ferrovia corre tra palme e stabilimenti balneari, ci si spinge rapidamente verso l’interno, fra colline morbide e calanchi che il tempo ha scolpito con pazienza millenaria. Le linee storiche come la Giulianova–Teramo o la San Vito–Lanciano sembrano quasi sospese nel silenzio, immerse in un paesaggio che invita alla contemplazione.

Poi la salita: il terreno si fa aspro, le gole si stringono, i binari si inerpicano come fili d’acciaio che sfidano la montagna. È il regno delle grandi tratte appenniniche, come la Pescara–Roma, che affronta con coraggio le pendenze più dure, o la spettacolare Sulmona–Castel di Sangro, autentico capolavoro di ingegneria e poesia ferroviaria.

Attraverso le immagini e i racconti, il volume diventa una dichiarazione d’amore ai treni — quelli moderni, silenziosi e tecnologici, ma soprattutto quelli storici, custodi di un’anima che non conosce il tempo. In Abruzzo, più che altrove, questi convogli d’epoca hanno trovato nuova vita, trasformandosi in treni turistici che non solo raccontano un passato glorioso, ma contribuiscono a risvegliare una consapevolezza collettiva del territorio e della sua memoria.

Eppure, l’autore non nasconde un velo di amarezza: l’Abruzzo, pur nella sua straordinaria ricchezza paesaggistica e culturale, rimane spesso sottovalutato. È una regione che avrebbe tutte le carte in regola per essere celebrata come le più note mete d’Italia, eppure soffre di una certa disattenzione, di scelte poco lungimiranti che hanno penalizzato alcune delle sue linee più suggestive.

Ogni stazione, ogni binario, racconta una storia di uomini e di paesaggi, di fatica e di bellezza. Questo libro diventa così un invito — anzi, un appello — a riscoprire l’Abruzzo con occhi nuovi, lasciandosi trasportare dal ritmo lento dei treni storici, che sanno ancora unire passato e futuro.

Lorenzo Pallotta nasce a Roma il 27 giugno 1976 in una famiglia di ferrovieri. Fin da giovane sviluppa una profonda passione per i treni, che inizia a coltivare con assiduità nei primi anni ’90. Nel 1997, dopo aver acquistato la sua prima macchina fotografica professionale, comincia a pubblicare fotografie e articoli su riviste, libri, giornali e siti web dedicati al mondo ferroviario, sia in Italia che all’estero. Nel 2004 fonda Ferrovie.Info, un portale dedicato a trasporti, viaggi e turismo, tuttora attivo e arricchito da un forum, una gallery fotografica e un canale YouTube tematico.

Edizioni Artestampa

Formato 21×29,7

Pagine 300

Il libro contiene 300 foto scattate dal 2000 a oggi, a tutta pagina.

www.artestampaedizioni.it/catalogo-cartaceo/autori/lorenzo-pallotta/ferrovie-dabruzzo/

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