Preso a Trieste l’EC 135 per Lubiana (l’antica Emona che dà il nome pure all’EC, diretto a Vienna), ci tratteniamo per qualche giorno nella capitale della Slovenia, Paese velocemente raggiungibile dall’Italia, ricco di storia e bellezze naturali, nonché – qualità invero assai gradita – ai primi posti nel mondo per pubblica sicurezza.
Senza ovviamente trascurare le suggestive attrattive di Lubiana, approfittando dei collegamenti cadenzati che hanno origine alternativamente dalla stazione centrale e dalla stazione Šiška (peraltro vicina all’interessante Museo delle Ferrovie Slovene SŽ), facciamo una breve escursione a Kamnik.

Il viaggio è breve, ma esso stesso meritevole, non solo per la tranquillità che si respira sempre sulle linee a trazione diesel, ma anche perché lungo il percorso si trova la stazioncina di Jarše – Mengeš, in cui con un po’ di fortuna è possibile imbattersi in una possente locomotiva diesel 664 SŽ che manovra un lungo merci al servizio di un raccordo industriale. L’appassionato di treni quindi in tal caso può tranquillamente scendere per delle foto e prendere il regionale successivo, essendo – come anticipato – il servizio cadenzato.
I regionali Lubiana – Kamnik sono assicurati dai moderni e molto confortevoli treni diesel gruppo 610 SŽ. Giunti in prossimità del capolinea attenzione a scendere nella stazione giusta, perché Kamnik ne ha ben tre: quella più vicina al centro storico è Kamnik Mesto (“mesto” in sloveno vuol dire appunto “città”).
Di Kamnik, sorta nella storica regione dell’Alta Carniola lungo una strada romana che collegava la valle del Danubio con l’Adriatico, si ha una prima traccia scritta risalente al 1076; fiorente località commerciale e poi centro di un vasto feudo, dal 1267 ottenne addirittura il diritto di battere moneta. Visse una certa decadenza nel secolo XVI a seguito dello spostamento del traffico su una nuova strada che la lasciò fuori, ma continuò a essere sede di artigianato del ferro, del cuoio e delle pelli. Nel secolo XIX conobbe una notevole ripresa con l’installazione di moderne industrie e con una vivace attività culturale, ancora ben attiva. Tra l’altro oggi Kamnik detiene un record speciale: è la città con la più alta densità di birrifici artigianali in Europa, se non addirittura del mondo: vi se ne contano almeno quattro.

Dalla fermata di Kamnik Mesto in pochi minuti si arriva al “Mali Grad” (Piccolo Castello), una massiccia torretta del XII secolo posta su uno sperone di roccia; all’interno del suo giro di mura si trova una cappella romanica a due piani, uno dei più antichi monumenti sloveni in tale stile, risalente almeno al 1250. Da quel punto si gode di una bella panoramica sull’antica e linda cittadina.
Discesi lungo la Šutna, la via più bella di Kamnik, nel centro storico dove si affacciano nobili palazzi, si giunge presto alla bella chiesa del Monastero francescano, edificata nella seconda metà del XV secolo. Da segnalare le molte tele lasciate da numerosi pittori, nonché una biblioteca che conserva oltre diecimila opere.
Al termine della Šutna si gira a destra e si imbocca la strada che porta al “Grad Zaprice” (abbiamo ormai compreso che “grad” sta per castello) dopo aver attraversato la ferrovia. Attenzione al passaggio a livello senza barriere e senza segnalazioni acustico-luminose, perché qui i treni non rallentano: evidentemente a queste latitudini è scontato che pedoni e automobilisti si mettano diligentemente in condizione di dare la precedenza ai veicoli ferroviari!… Il Castello Zaprice oggi ospita il Museo di Kamnik: i locali del pianterreno sono riservati alle esposizioni delle collezioni archeologica, storico-artistica ed etnografica, mentre nei piani superiori è in mostra permanente una singolare collezione di mobili in legno ricurvo. Molto interessante, inoltre, un’esposizione di foto e oggetti risalenti ai tempi della ex Jugoslavia. All’aperto si possono poi vedere alcune case rurali e un altro bel panorama sulla cittadina.
Kamnik avrebbe altri ameni luoghi da mostrare, ad esempio come esiste il castello piccolo ce n’è anche uno grande (“Stari Grad”, alla lettera Vecchio Castello), su un colle oltre il fiume Bistrica, dalle cui rovine pure si ammira una bellissima vista sulla città e sui villaggi verso Lubiana… ma proprio a Lubiana è ormai ora di tornare, in modo da essere lì in tempo per la cena: abbiamo infatti “appuntamento” con una squisitissima cotoletta alla lubianese accompagnata da una fresca birra, ovviamente slovena!



