Un autentico simbolo delle origini del trasporto ferroviario torna oggi al centro dell’attenzione nazionale. Al Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa è stato infatti celebrato il Locotender a vapore Couillet del 1896, ultimo esemplare di questo tipo ancora conservato in Italia: una macchina che racconta, con la sua storia, oltre un secolo di progresso industriale, mobilità crescente e innovazione tecnica.
Nel suggestivo scenario del Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa (NA), l’Automotoclub Storico Italiano ha conferito il Certificato di Identità e la Targa Oro al Locotender a vapore costruito nel 1896 dalla Couillet di Marcinelle-Charleroi, raro protagonista della collezione storica della Fondazione FS Italiane. Si tratta dell’unico esemplare rimasto sul territorio nazionale, un testimone prezioso dell’evoluzione ferroviaria di fine Ottocento.
Alla cerimonia hanno partecipato Agnese Di Matteo (Vicepresidente ASI), Gabriele Savi (Presidente della Commissione ASI Rotabili Ferroviari), Alberto Sgarbi e Michele Fontani (Commissione ASI Rotabili Ferroviari), Luigi Cantamessa (Direttore Generale della Fondazione FS Italiane) e Oreste Orvitti (Direttore del Museo).
La Targa Oro ASI, massimo riconoscimento per i veicoli storici, certifica l’autenticità e l’eccellente stato di conservazione del mezzo, seguendo i criteri del Codice Tecnico FIVA (Fédération Internationale des Véhicules Anciens), di cui ASI è referente nazionale.
Il Locotender oggi custodito a Pietrarsa vanta un percorso operativo ricco di tappe significative: entrato in servizio sulle Ferrovie Nord Milano, proseguì la sua attività sulla linea Monza–Molteno–Oggiono, fino al passaggio alle Ferrovie dello Stato nel 1954. Nel corso della sua vita assunse varie sigle — 850.022 (FS), 22 (MMO), 254 (FNM) — che riflettono le diverse reti su cui operò.
Progettato per il traino dei convogli viaggiatori “diretti”, fu importato dalla FNM per rispondere alla crescente domanda di mobilità che accompagnò lo sviluppo delle periferie industriali lombarde. I risultati positivi spinsero, nel giro di pochi anni, a incrementare la flotta: sei unità iniziali, seguite da ulteriori nove costruite tra Saronno e la tedesca Henschel & Sohn tra il 1903 e il 1906. Le locomotive rimasero in servizio fino alla metà degli anni Trenta, quando le ultime unità passarono definitivamente alla linea Monza–Molteno–Oggiono, poi assorbita dalle FS.
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