Assistere all’arrivo di un lento convoglio fumante è come vedere una elegante signora d’altri tempi destreggiarsi orgogliosa tra le giovani e sfreccianti locomotive elettriche, suscitando l’entusiasmo di tutti i partecipanti alla gita
Assistere all’arrivo di un lento convoglio fumante è come vedere una elegante signora d’altri tempi destreggiarsi orgogliosa tra le giovani e sfreccianti locomotive elettriche, suscitando l’entusiasmo di tutti i partecipanti alla git
La 940.041

Il treno turistico organizzato dall’Associazione Veneta Treni Storici (AVTS) da Verona a Mantova e ritorno è stata l’occasione per un viaggio irripetibile su un convoglio trainato dalla locomotiva 940.041, un vero pezzo di storia ferroviaria. La 940.041 ha trascorso molti anni a Verona, tra gli anni ’70 e ’90, in servizio soprattutto lungo la linea Trento-Bassano per il trasporto merci, prima che la sua caldaia fosse spenta a causa della dieselizzazione, che nel 1976 portò allo stop della trazione a vapore regolare.
L’Italia, con le sue montagne e linee particolarmente impegnative, necessitava spesso del rinforzo in coda o della doppia trazione per superare i tratti più difficili. Per questo motivo, attorno al 1920, le FS svilupparono, a partire dal progetto delle locomotive tipo 740, una nuova locotender, una locomotiva a vapore che trasportava direttamente su di sé acqua e carbone, invece di stivarli su un carro scorta.
Le locomotive del gruppo 940, nate da questo progetto, avevano un asse portante in più sotto la cabina di guida, utile per ripartire meglio il peso aggiuntivo e affrontare le curve a marcia indietro. Queste macchine ebbero così tanto successo che, quando con l’orario estivo del 1976 terminò il servizio a vapore sulle linee FS, molte risultavano ancora in servizio per i treni soccorso.
La 940.041 appartiene quindi a una famiglia di locomotive “tuttofare” che hanno prestato servizio per oltre cento anni. Dopo questa giornata speciale, rimarrà ferma in attesa della revisione della caldaia, ma si spera di rivederla presto sui binari, magari insieme alla sorella 940.022, attualmente ferma a Mestre in attesa di manutenzione.
Il viaggio da Verona a Mantova

Fuliggine e rumore di meccanismi avvolgono subito il passeggero, trasportandolo magicamente indietro nel tempo, come su una DeLorean per un “ritorno al futuro”. Le carrozze cigolanti offrono sedute in legno e cappelliere in ottone, e non è difficile immaginare a bordo signore con cappellini e velette e signori con cilindro e panciotto.
Il treno parte in una splendida giornata di sole, che fa risplendere la locomotiva lentamente ma imponente. La linea, percorsa quotidianamente da migliaia di pendolari, acquista ora un fascino incredibile. Passeggeri e curiosi si fermano lungo il percorso a salutare, fotografare e filmare la protagonista di questa giornata. Il convoglio procede verso Mantova, attraversando zone industriali e campagne della bassa padana, nel paesaggio luminoso e sornione di una domenica mattina speciale.
Le manovre per il cambio di direzione della locomotiva fanno parte dello spettacolo: i macchinisti, vestiti con i classici abiti da ferroviere, si esibiscono nelle operazioni di distacco, controllando la potenza del vapore, misurando i livelli di acqua, oliando gli ingranaggi e spalando il carbone. I “musi neri” sono esperti che domano questa bestia fragorosa e potente, adattandola con maestria ai nostri tempi e curandola con amore e rispetto.
Una passeggiata a Mantova

Il tempo di sosta permette di visitare la città. Imperdibile è Palazzo Te, villa suburbana capolavoro di Giulio Romano e del Manierismo, con la straordinaria Sala di Amore e Psiche e la Sala dei Giganti. Altro tesoro cittadino è il Palazzo Ducale, residenza dei Gonzaga per quasi quattro secoli, dove la “Camera degli Sposi” di Mantegna rappresenta un raro spettacolo di arte e bellezza.
Una passeggiata nel centro storico, attraverso le principali piazze, permette di ammirare la Basilica di Sant’Andrea, la romanica Rotonda di San Lorenzo, la casa di Mantegna e Palazzo San Sebastiano, tracciando il percorso del Principe e rivelando tutto lo spirito rinascimentale della città.
L’Associazione Veneta Treni Storici
Le associazioni di ferromodellisti e appassionati come AVTS organizzano e movimentano il treno lungo tutto il percorso, assistendo i viaggiatori con esperienza tecnica e conoscitiva. Fondata nel 1999, AVTS si dedica al recupero e restauro di locomotive, carrozze e carri storici e alla diffusione della cultura ferroviaria. I soci operano in maniera volontaria e gratuita, guidati solo dalla grande passione per il mondo delle ferrovie.
www.avts.it
www.fondazionefs.it

Foto di Stefania Mezzetti
