Ma qual è la fermata di Orbetello? Con il treno attualmente è solo la stazione situata lungo la ferrovia Roma – Pisa, denominata un tempo “Orbetello” e oggi “Orbetello – Monte Argentario”, servendo pure Porto Santo Stefano e Porto Ercole

Ma dal 1913 al 1944 si poteva arrivare in treno fino alla stazione di “Orbetello Città”, situata lungo l’ex ferrovia a scartamento “normale” che proseguiva per Porto Santo Stefano. Il binario di questa linea venne distrutto dai bombardamenti bellici e mai più ricostruito perché – si disse dove si prendevano le decisioni – nel dopoguerra gli autoservizi sarebbero stati la soluzione più flessibile ed economica.

Così per raggiungere dallo scalo ferroviario attuale la (ex) stazione di “Orbetello Città” (il cui fabbricato ancora esiste, ma ospita degli uffici che non hanno niente a che fare con i treni) tocca prendere l’autobus.

Senza necessariamente attendere l’estate, allorché sole e mare sono protagonisti (assieme però a una variopinta folla di turisti che forse avrebbe fatto riflettere chi a suo tempo ha deciso la soppressione della ferrovia dell’Argentario…), una passeggiata per Orbetello è incantevole anche d’inverno, col cielo imbronciato che tinge di molti tenui colori la laguna che circonda la cittadina, ricca di storia.

Il territorio di Orbetello è stato frequentato sin dal periodo etrusco e assunse rilevanza durante la dominazione di Roma, che vi fondò la colonia di Cosa, nei pressi della vicina Ansedonia. Alla fine della Repubblica di Siena, che si estendeva fin qui, il territorio dal 1557 fu sede dello Stato dei Presìdi di Spagna, di cui rimangono varie vestigia, tra cui le belle porte.

Degna di nota è tra l’altro la Polveriera Guzman, dove Garibaldi nel 1860 si rifornì di armi e munizioni per la sua spedizione dei Mille, in cui lo seguirono ben undici orbetellani.

Orbetello divenne particolarmente famosa nel periodo a cavallo tra il 1927 ed il 1933, quando Italo Balbo, a quel tempo ministro dell’Aeronautica, da qui partì per le sue famose “crociere” con gli idrovolanti “Savoia – Marchetti”.

Il centro storico, che si sviluppa attorno al Corso Italia, è caratterizzato non solo da stradine, vicoli, laboratori d’arte d’ogni genere, vecchie case ben curate e palazzi con belle facciate in pietra, ma anche da negozi, alberghi, bar e ristoranti, in cui pure in una fredda uggiosa giornata invernale è piacevole “rintanarsi” per assaporare i piatti tipici locali, gustosissimi sia di pesce che di carne, accompagnati dai vini dell’entroterra, bianchi o rossi che siano.

Dopo pranzo si può fare una salutare passeggiata sulla pista ciclabile costruita lungo la diga di collegamento col Monte Argentario, sull’ex tracciato della ferrovia, costeggiando la laguna di ponente per arrivare in breve al famoso “mulino spagnolo”, uno dei punti più tipici di Orbetello.

In breve, si può poi tornare nel centro storico: con i suoi colori e suoni ovattati al tramonto, acquista un’atmosfera particolare e ci invoglia a restare in questo magico luogo che specialmente d’inverno distende la mente e ristora il cuore.

Foto di Claudio e Gabriele Migliorini (le storiche tratte dalla loro collezione)

Di Claudio Migliorini

Claudio Migliorini, ingegnere meccanico, è dirigente a riposo di Ferrovie dello Stato italiane. In FS ha ricoperto il ruolo di Responsabile del Sistema di Gestione Sicurezza di Esercizio e Qualità di Trenitalia e successivamente di Direttore Tecnico della Società FS Treni Turistici Italiani. Ha al suo attivo varie pubblicazioni, su libri e riviste, di storia e tecnica del trasporto ferroviario, nonché un saggio di apologetica cattolica.

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